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MAURIZIO LEO, deputato, esperto tributarista ed assessore al bilancio del Comune di Roma, in una recente intervista pubblicata su PRESS (rivista del C.N.D.C.E.C.) ha evidenziato che solo attraverso l'introduzione di misure di contrasto all'evasione, comportanti l'allargamento della base imonibile e la evidenziazione dell'economia sommersa, è possibile pensare ad una riduzione della pressione fiscale.

 
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recensioni e segnalazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da MauBer   
Martedì 29 Giugno 2010 21:10

Audio presentazione "La rivoluzione impossibile"

Giovedì 10 giugno, nell'ambito degli incontri "Un libro, un autore, tra storia e attualità", la Fondazione Ugo Spirito ha presentato il volume di Marco Tarchi: La rivoluzione impossibile. Dai campi Hobbit alla Nuova destra (Vallecchi, 2010, pp. 476, € 18,00).

L'incontro è stato introdotto da Giovanni Tassani, che ha sottolineato come la Nuova destra abbia rappresentato per i giovani di destra da un lato il tentativo di rispondere al '68 della sinistra, dall'altro di superare il neofascismo dei padri, costruendo un progetto culturale e politico che procedesse alla ricerca di nuovo interlocutori oltre il MSI.

Marco Tarchi ha poi sottolineato gli obiettivi del suo libro. Innanzitutto, il desiderio di correggere una visione distorta della destra giovanile degli "anni di piombo", che fino ad oggi ne ha messo in luce solo il "lato oscuro" basato sulla violenza, considerando priva di interesse la dimensione culturale, che è
invece al centro del presente volume. In secondo luogo, Tarchi ha evidenziato come il movimento della Nuova destra non fosse limitato a Roma e Milano, ma abbia coinvolto giovani provenienti da tutta Italia, che proprio nei campi Hobbit trovarono un luogo privilegiato di incontro. Tarchi ha poi proseguito la
sua esposizione ricostruendo l'intera parabola della Nuova destra, ponendola a confronto con la Nouvelle Droite francese, analizzandone le possibili ragioni dell'insuccesso ed evidenziandone le differenze rispetto alla Destra nuova di  Gianfranco Fini.


NEL SITO DELLA FONDAZIONE E' PRESENTE IL FILE AUDIO DELL'INCONTRO 

 http://www.igiovedi.fondazionespirito.it/index.asp     di oltre due ore



Droga: indagato per peculato deputato Udc

"A Palermo, si faceva comprare cocaina”. Operazione con 29 arresti

(ANSA) - PALERMO, 16 GIU - Indagato per peculato il deputato regionale Salvatore Cintola, 68 anni, dell'Udc, per aver mandato l'autista a comprare la cocaina.

Il nome del parlamentare e' fra i clienti della rete di spacciatori palermitani bloccati la notte scorsa dalla sezione narcotici della Mobile che ha portato all'arresto di 29 persone.

Agli atti dell'indagine ci sarebbero le telefonate fra uno spacciatore e la segretaria di Cintola sull'acquisto di cocaina.  Cintola era già indagato per corruzione."

Fin qui l'ANSA. Chissà se l'usava “per ragioni terapeutiche dovute allo stress da lavoro” come ebbe ad affermare Emilio Colombo nel 2003 quando due militari della Guardia di Finanza, Russillo e Donno (che facevano parte della sua scorta) furono arrestati per le telefonate che facevano per chiedere, per conto del senatore a vita ma inconsapevolmente, droga a tal Martello



Vertenza  Pomigliano

Giuseppe Dinarelli rappresentante RSU a Pomigliano d'Arco che aveva rappresentato al Comitato Centrale della FIOM una posizione formalmente diversa da quella poi approvata spiega in questa interessante intervista aI “ Secolo d'Italia” le proprie ragioni che partono dalla consapevolezza di come la "proposta " FIAT sia tesa a rendere di lunga durata il suo, attuale, potere contrattuale incidendo sul lavoro di tutti i metalmeccanici e non solo di quelli di Pomigliano.

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?
currentArticle=SACQS&articleFormat=pdf


PULIZIA ETNICA

Su you tube alla voce Odsun a vraždenie sudetských Nemcov (máj 1945) sono presenti sconvolgenti filmati relativi alla polizia etnica operata dai cechi nei confronti di civili tedeschi. IL FILMATO E' PARTICOLARMENTE VIOLENTO
La emittente TV pubblica ceca  proietterà un film documentario intitolato il Giovedi Zabíjení Po česku, o 'Killings stile Ceca'.  È la prova di una strage operata da milizie ceche. La telecamera segue decine di soldati tedeschi e civili - uomini, donne e bambini - indossando bracciali bianchi essere ammassati lungo una strada alla periferia di Praga da parte delle milizie armate ceche. La scena cambia e si vede una fila di uomini tedesco in piedi sul bordo di un fosso. Poi qualcuno fuori dallo schermo comincia li tiro a caso, uno dopo l'altro. Poi, un'altra parte del filmato mostra un camion militare che esegue sopra i corpi, alcuni
dei quali sono presumibilmente ancora in vita.

Il regista del documentario, David Vondráček, dice che questo filmato è la prova unica dei giorni violenti del dopoguerra.

"Circa 40 i tedeschi sono stati presi, a prescindere dalla loro colpevolezza individuale, dalle aree residenziali di Praga - Bubeneč, Ořechovka, e altri, e sono stati internati in un cinema a Bořislavka.

 A Praga cinema sono stati convertiti in campi di internamento per i tedeschi le cui case e gli
appartamenti venivano nel frattempo i saccheggiati. Poi sono stati presi dal cinema e ucciso dal ceco 'Guardie della Rivoluzione', con la partecipazione di alcuni soldati sovietici ".

Il filmato è stato girato da un regista dilettante, il 9 maggio, giorno in cui le truppe sovietiche hanno  raggiunto Praga. La sua famiglia in seguito ha mantenuto il film  nascosto per più di 50 anni, poiché le autorità non hanno visto con favore a nessuno in possesso di prove di tali atrocità.

Uccisioni -  Altre parti del documentario 'stile ceco' si concentrano sulla uccisione di oltre 1.000 tedeschi nei pressi della città nord della Boemia di Žatec nel giugno 1945, di cui il regista dice che è stato il più grande
omicidio di massa del dopoguerra in Europa fino al massacro di Srebrenica in 1995.

Sessantacinque anni dopo la guerra, l'espulsione di massa di circa tre milioni di tedeschi etnici dalla Cecoslovacchia, e gli omicidi di diverse decine di migliaia di loro nel processo, rimane un punto dolente per molti cechi. Ma lo storico Eduard Stehlik, del Praga Military History Institute dice che  il popolo tedesco non è morto per mano dei cechi.

"Il camion ha un numero ID russo e si può vedere un mazzo di fiori lilla sul cofano, che ha salutato i cechi con i liberatori. Il camion è di traino un carrello o un cannone campo. In primo piano, è possibile vedere un ufficiale sovietico in stivali con la borsa mappa tipici, mentre sullo sfondo è un gruppo di soldati sovietici, che stanno a guardare il camion. Da tutto ciò, suppongo che queste sono state le truppe sovietiche che hanno ucciso un gruppo di civili tedeschi. "

La fossa comune al di fuori dell'ex cinema è ancora lì. gruppi di volontari si stanno preparando a esumare i resti delle vittime, sperando di gettare più luce su uno dei periodi più controversi della storia moderna ceca.


 

 
Dal sito personale del Professor Franco Cardini PDF Stampa E-mail
Scritto da Marchetti   
Mercoledì 09 Giugno 2010 14:29

Dal sito personale del Professor Franco Cardini (http://www.francocardini.net)  riprendiamo un’ assai interessante riflessione che, partendo da Tolkien, affronta questioni che questo BLOG reputa fondamentali.


Se in questi tempi così tristi (il massacro dei pacifisti al largo di Gaza, i tagli governativi alla cultura…) avessi voglia di ridere, la polemica scatenata da un articolo di Loredana Lipperini su “Repubblica” a proposito dell’opera letteraria di Tolkien avrebbe sul mio umore un benefico effetto. A Modena si tiene un convegno su “Tolkien e la filosofia”: e la giornalista coglie l’
occasione per lamentare il fatto che per troppo tempo la “sinistra” abbia lasciato alla “destra” un equivoco monopolio sul grande autore di heroic fantasy, per ribadire il giudizio sull’inconsistenza della “cultura di destra” e per chiedere che finalmente si faccia giustizia e si restituisca il filologo e romanziere cattolico inglese all’àmbito culturale cui egli naturalmente e di diritto appartiene. Ch’è, ovviamente, quello della “sinistra”.

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Comunicato Stampa FONDAZIONE “U G O S P I R I T O” PDF Stampa E-mail
Scritto da Marchetti   
Mercoledì 09 Giugno 2010 14:29

Comunicato Stampa  FONDAZIONE  “U G O  S P I R I T O”
  
Un libro, un autore, tra storia e attualità

Giovedì 10 giugno, nell’ambito degli incontri “Un libro, un autore, tra storia e attualità”, la Fondazione Spirito presenterà il volume di Marco Tarchi: LA  RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE.

 

Dai campi Hobbit alla Nuova Destra (Vallecchi, 2010, pp. 476, € 18,00). Introdurrà l'incontro Giovanni Tassani.

Il volume esamina cosa pensavano e come agivano durante "gli anni di piombo"  gli "uomini nuovi" della destra italiana, passati dalla marginalità del

Movimento Sociale ai fasti del governo. Tarchi ricostruisce così il tracciato di un progetto, prima politico e poi metapolitico, che ebbe inizio da piccole iniziative impertinenti come il giornale underground "La voce della fogna", si sviluppò attraverso i Campi Hobbit ed ebbe seguito in uno scontro politico interno al Msi, per poi staccarsi e procedere autonomamente dando impulso alla cosiddetta "Nuova Destra".

L'incontro si svolgerà a partire dalle ore 17.30 presso la Sala Renzo De Felice, in Via Genova 24, Roma.

Marco Tarchi è ordinario di Scienza Politica e Teoria Politica presso l'Università di Firenze. Tra le sue opere Cinquant'anni di nostalgia, La destra italiana dopo il fascismo (1995), Dal Msi ad An (1997), L'Italia populista (2003), Il fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli (2003), Contro l'americanismo (2004).

Giovanni Tassani, storico e saggista, è esperto di storia della destra italiana, oltre che di cultura cattolica e storia della DC. coordinatore, insieme a Giuseppe Parlato e Gianni Scipione Rossi, del progetto “Archivio delle destre italiane” ideato dalla Fondazione Spirito.

 
Tolkien,destra,sinistra PDF Stampa E-mail
Scritto da Marchetti   
Mercoledì 09 Giugno 2010 14:28

Tolkien,destra,sinistra

 

 

Dal sito personale del Professor Franco Cardini ( http://www.francocardini.net/ ) riprendiamo un'assai interessante riflessione che partendo da Tolkien

affronta questioni che questo blog reputa fondamentali.

Se in questi tempi così tristi (il massacro dei pacifisti al largo di Gaza, i tagli governativi alla cultura…) avessi voglia di ridere, la polemica scatenata da un articolo di Loredana Lipperini su “Repubblica” a proposito dell’opera letteraria di Tolkien avrebbe sul mio umore un benefico effetto. A Modena si tiene un convegno su “Tolkien e la filosofia”: e la giornalista coglie l’occasione per lamentare il fatto che per troppo tempo la “sinistra” abbia lasciato alla “destra” un equivoco monopolio sul grande autore di heroic fantasy, per ribadire il giudizio sull’inconsistenza della “cultura di destra” e per chiedere che finalmente si faccia giustizia e si restituisca il filologo e romanziere cattolico inglese all’àmbito culturale cui egli naturalmente e di diritto appartiene. Ch’è, ovviamente, quello della “sinistra”.

Verrebbe voglia di farci sopra due risate, dicevo. Ma in realtà par di sognare. E’ davvero mai possibile che, dopo tutto quel ch’è successo nel circa quarantennio trascorso tra l’approdo in Italia del capolavoro di Tolkien, Il signore degli anelli, si torni adesso a parlare di certi temi alla luce d’uno schema non solo manicheo, ma francamente frusto e irriproponibile come quello della contrapposizione “destra”-“sinistra”? Già allora, negli Anni Settanta, l’opposizione a quel groviglio di luoghi comuni era forte e diffusa: oggi, si rischia perfino – leggendo certi articoli – di non riuscir più a capire di che cosa si stia parlando. L’articolista di “Repubblica” sembra uscita da un lungo periodo d’ibernazione: e ci ripropone così, papale e papale, la vecchia massima vittoriniana e togliattiana, “La destra non ha cultura”, dalla quale discende l’assioma “ergo, se qualcosa ha a che fare con la cultura, non può essere di destra”.

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Immigrazione: Perché i datori di lavoro ne vogliono sempre di più PDF Stampa E-mail
Scritto da Marchetti   
Mercoledì 09 Giugno 2010 14:27

Immigrazione: Perché i datori di lavoro ne vogliono sempre di più

 

 

Questa la domanda che si poneva, a fine aprile, Marianne settimanale francese che si vuole "centrista rivoluzionario" secondo l'espressione del suo fondatore Jean-Francois Kahn. Con le sue 273000 copie di diffusione Marianne si pone come esemplare espressione di libertà di stampa: ad esempio nel 2005 fu l'unico fra i grandi organi di informazione a non fare campagna per il sì al referendum su l'Europa ma a proporre un libero confronto critico.

Ora dà una sua risposta al quesito:Perché grazie all'immigrazione può pagare i dipendenti meno. Così dice un rapporto molto grave del Council of Economic Analysis, intitolato "Immigrazione, competenze e mercato del lavoro". Giova appena ricordare che a favore di flussi di immigrazione si è sempre espressa la Commissione Europea e, da ultimo, richiesta di accelerazione dell'immigrazione era inserita nelle proposte della Commissione Attali.

Ora, più esattamente con una relazione del 2009, il Council of Economic Analysis osserva, fra l'altro,che il concetto di carenza "non è ovvio", che il rifiuto degli allogeni per taluni tipi di lavoro indica una tendenza a richiedere migliori salari,che "Atlonji e Card [due economisti] hanno rilevato che aumentando la percentuale di immigrati di un punto percentuale si riduce il salario del 1,2%" (Pagina 37).

Conclusioni: nessuna se non che questi studi dovrebbero essere portati a conoscenza dell’opinione pubblica e dibattuti. Purtroppo in Italia, come in Francia,ogni discussione su questo argomento è praticamente impossibile e ciò a vantaggio dei datori di lavoro.

 

 
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